NOTIZIE SUGLI ATELIER

Gli atelier aspirano ad essere luogo di scoperta, sperimentazione, gioco ed esplorazione e proprio per questi motivi si differenziano dai “laboratori” più tradizionalmente conosciuti.

Il bambino viene considerato come costruttore attivo delle proprie conoscenze, che si formano tramite la relazione con i materiali offerti nell’Atelier; materiali che sono frutto di un lavoro di ricerca dell’atelierista e di un’accurata selezione generalmente attuata presso il centro di riciclaggio creativo Remida.

La nostra proposta , se da un lato parte dalla nostra idea di favorire un’educazione con una visuale larga, che abbracci il singolo come il sociale, che sia quotidiana, rispettosa e che riesca ad accettare le diverse prospettive di ognuno;  dall’altro è desunta dal bisogno di allontanarsi dalla presunzione e dall’arroganza di pensare il proprio modo di fare educazione come l’unico possibile.

Abbiamo pensato che questi due principi ispiratori  potessero essere realizzati grazie alla strutturazione di un ambiente quale l’atelier, luogo in cui non esiste un “giusto” o uno “sbagliato”, flessibile a cambiamenti continui e in cui si possono utilizzare ed intrecciare vari linguaggi, puntando così sull’identità molteplice della comunicazione.

L’atelier è un luogo in cui le insegnanti non devono essere immobili, ma in cammino; e sono quindi chiamate ad esplorare e scoprire insieme al bambino. Questo implica anche il fatto di sostenere le scoperte fatte dai bambini stessi, anche se tali scoperte richiederebbero di dover cambiare totalmente l’obiettivo/focus inizialmente prefissato; questo perché in alcuni casi, in educazione, bisogna camminare senza poter seguire un percorso già segnalato, ma il percorso talvolta lo si traccia mentre lo si percorre.

Nel nostro progetto c’è poi il desiderio di aprire questo luogo anche ai bambini non frequentanti la nostra scuola , ai bambini della città, in modo che possano anche esplorare, scoprire, crearsi un pensiero scientifico atto a creare cultura…uno  spazio dove le menti possano aprirsi all’insolito, a materiale inusuale, di riciclo appunto, per sostenere un progetto anche legato all’ecosostenibilità…

Il bambino sviluppa maggiormente la propria intelligenza utilizzando materiale non strutturato, scarti di lavorazione delle industrie, materiale naturale, piuttosto che giochi di plastica in cui le sensazioni tattili, visive, olfattive sono standardizzate.  L’apertura alle sfumature, al fare e al costruire la propria conoscenza attraverso tutti i linguaggi che il bambino possiede.

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