Il progetto

il progetto diventa la quotidianità, il modo in cui i bambini entrano in relazione con lo spazio e le scoperte che in esso fanno. Viene dato valore agli input dei bambini. Il tempo diventa fondamentale: il tempo per approfondire, il tempo per permettere che l’esperienza si traduca in conoscenza dando ai bambini l’opportunità di ascoltare le proprie sensazioni, sostenuti dalle insegnanti che li guidano in percorsi mirati ad approfondire e ripensare le loro curiosità dotandole di senso.

Non una programmazione da seguire ben scandita da attività da rispettare, ma un processo che i bambini stessi ci guidano a percorrere.

Un percorso che li porta a conoscere la realtà, ad agire ma anche a poter comunicare ciò che si è appreso, condividerlo, riorganizzarlo, dargli significato all’interno della propria storia.

I cento linguaggi

 In questo modo l’ambiente diviene un contesto in cui il bambino può dare voce ai vari linguaggi. I famosi cento linguaggi di Loris Malaguzzi, in cui il bambino viene riconosciuto come possessore di tanti modi di pensare, di esprimersi, di capire, di incontrare l’altro. Un luogo in cui a piccolo gruppo può esplorare, osservare, fare ipotesi, ricercare, per arrivare ad un pensiero proprio che è stato mediato dalla relazione con il materiale, con l’ambiente, con l’altro..

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